Responsabilità erariale, alla Consulta il nuovo modello di “tetto” al risarcimento

26/05/2026

Responsabilità erariale, alla Consulta il nuovo modello di “tetto” al risarcimento
La Sezione II giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti, con l’ordinanza n. 9/2026, ha rimesso alla Corte costituzionale la riforma del 2026 che ha introdotto un nuovo limite al risarcimento del danno erariale.
Al centro del rinvio vi è il cosiddetto “doppio tetto”, che impone di non superare il 30% del danno accertato e, comunque, il doppio delle retribuzioni o indennità percepite dal responsabile.

Secondo l’ordinanza, la nuova disciplina solleva dubbi di legittimità costituzionale perché comprime in modo significativo il credito erariale e trasferisce sull’amministrazione, e quindi sulla collettività, una parte rilevante della perdita. I profili critici riguardano, tra gli altri, i principi di eguaglianza, buon andamento, effettività della responsabilità del pubblico agente e tenuta del sistema dei controlli sulle risorse pubbliche.

Un ulteriore nodo riguarda l’applicazione della riforma ai giudizi pendenti: la scelta legislativa, incidendo su pretese già azionate, viene letta dalla Corte dei conti come sostanzialmente retroattiva, con possibili ricadute sugli equilibri di bilancio, sulla parità delle parti e sulla stabilità del giudizio.

La decisione della Consulta sarà quindi decisiva per verificare se il nuovo assetto sia compatibile con i principi costituzionali che presidiano la responsabilità amministrativa.

Abstract tratto dall’articolo del nostro Daniele Giacomazzi e pubblicato su NT+ Diritto – Il Sole 24 Ore.

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