Oltre l’obbligo normativo: guida al reporting di sostenibilità volontario

02/03/2026

Oltre l’obbligo normativo: guida al reporting di sostenibilità volontario
Lo Standard di rendicontazione VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs), pubblicato da EFRAG1  (European Financial Reporting Advisory Group) a dicembre 2024, definisce i requisiti informativi in materia di sostenibilità rivolti alle piccole e medie imprese europee che desiderano divulgare in modo volontario le proprie informazioni e risultati in materia di sostenibilità. Lo Standard è uno strumento strategico che consente la comunicazione, in modo chiaro, comparabile e proporzionato, delle numerose informazioni in materia di sostenibilità richieste alle imprese di piccole e medie dimensioni da parte dei grandi operatori del mercato, dagli istituti di credito e dai partner della filiera.

Lo Standard è stato sviluppato per rendere il tema della sostenibilità accessibile anche alle imprese europee di minori dimensioni, permettendo loro di misurare e valorizzare i propri progressi in ambito ESG e, al contempo, di contenere in modo significativo gli oneri amministrativi e i costi di compliance. L’obiettivo del VSME è, pertanto, consentire alla PMI di rappresentare in modo chiaro e attraverso tabelle standardizzate il proprio livello di maturità nel mondo della sostenibilità. Questo processo potrebbe successivamente costituire la base per l’adozione di un approccio progressivamente più strutturato alla pianificazione, alla programmazione, alla gestione e al controllo dei rischi e delle opportunità di lungo periodo.
 

A chi si applica

Lo Standard VSME nasce come strumento di supporto alle micro, piccole e medie imprese comunitarie non quotate. Tuttavia, questo è destinato ad assumere un ruolo di crescente rilevanza2  a seguito dell’approvazione del Pacchetto Omnibus a dicembre 2025, una misura che mira a rafforzare la competitività delle imprese comunitarie tramite la semplificazione degli oneri amministrativi in capo a queste. 

Nel dettaglio, il Pacchetto Omnibus interviene sui requisiti previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (Dir. UE 2022/2464, c.d. “CSRD”) in materia di obblighi di rendicontazione di sostenibilità. È stato approvato un innalzamento delle soglie dimensionali, che circoscrive l’obbligo di rendicontazione alle imprese con oltre 1000 dipendenti e un fatturato annuo superiore a 450 milioni di euro. 

Tale revisione normativa comporterà inevitabilmente una riduzione sostanziale del numero di imprese soggette all’attività di reporting obbligatorio e amplierà notevolmente l’ambito di applicazione dello Standard VSME, rendendolo al momento il riferimento per il reporting di sostenibilità volontario. 

In questo contesto si inserisce anche la Raccomandazione 2025/1710 adottata dalla Commissione Europea il 30 luglio 2025, pubblicata con G.U. Serie L del 05 agosto 2025, che invita le imprese escluse dal perimetro dell’obbligatorietà a pubblicare le proprie informazioni di sostenibilità in conformità agli Standard VSME. Inoltre, la Commissione Europea incoraggia le grandi imprese, gli intermediari finanziari e gli altri enti che richiedono informazioni in materia di sostenibilità alle PMI a limitare tali richieste ai contenuti previsti dallo Standard VSME3, per evitare ulteriori oneri in capo a quest’ultime.
 

Struttura

Lo Standard VSME prevede due possibili modalità di applicazione:
  • Modulo Base, che include informative essenziali, utili a garantire un primo livello di rendicontazione semplice e accessibile anche alle microimprese;
  • Modulo Comprensivo, che integra alle richieste informative del Modulo Base degli ulteriori datapoint abitualmente richiesti da banche, investitori e clienti corporate4. Questo modulo è più dettagliato e pensato per le PMI più strutturate che desiderano predisporre un documento volontario maggiormente completo. 
Nel rispetto del principio di proporzionalità, le piccole e medie imprese non sono tenute a realizzare e formalizzare l’analisi di doppia materialità, richiesta invece alle imprese soggette alla CSRD. Grazie a tale processo, da un lato l’impresa valuta gli impatti, positivi e negativi, effettivi e potenziali, che l’attività aziendale genera sull’ambiente e sulle persone (c.d. materialità di impatto); dall’altro analizza come le questioni di sostenibilità possano generare impatti, rischi e opportunità per le performance economico-finanziarie dell’impresa (c.d. materialità finanziaria). Questo processo solitamente richiede anche il coinvolgimento degli stakeholder tramite questionari, focus group e/o interviste. 

Nel contesto della rendicontazione volontaria secondo lo Standard VSME, tale analisi e il coinvolgimento degli interlocutori aziendali (c.d. Stakeholder Engagement) non sono contemplati in quanto eccessivamente onerosi e complessi. In linea con l’obiettivo di fornire uno strumento semplice, immediato e facilmente implementabile, si adotta invece il “principio di applicabilità”. Le informazioni richieste dallo Standard, in prevalenza di natura quantitativa, sono predefinite e fornite solo se ritenute pertinenti e rilevanti per l’impresa. La natura “quasi compilativa” dello Standard VSME riflette nuovamente il suo obiettivo principale: offrire alle PMI un modello di rendicontazione semplice e snello, capace di fornire rapidamente dati e indicatori utili per banche e partner commerciali. 
 

Benefici

Le imprese europee possono cogliere le opportunità derivanti dal reporting di sostenibilità secondo gli Standard VSME per:
 
  • Rispondere in modo efficace e puntuale alle richieste informative di sostenibilità provenienti da grandi imprese, banche e da altri stakeholder;
  • Rafforzare la propria competitività e resilienza all’interno dei mercati, allineandosi in modo proporzionato con i grandi player, sempre più sensibili ai temi di sostenibilità;
  • Migliorare la valutazione del proprio merito creditizio;
  • Sviluppare una visione strategica sulla sostenibilità e una migliore gestione dei rischi e delle opportunità connesse.

In un contesto in cui la sostenibilità assume sempre più valore strategico nella gestione aziendale, tutte le imprese, anche al di là del reporting di sostenibilità, saranno chiamate a ricoprire un ruolo attivo. Lo Standard VSME rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la competitività, migliorare la trasparenza e consolidare le relazioni con clienti, investitori e partner strategici. 
Alla luce delle trasformazioni normative e delle crescenti aspettative del mercato, è auspicabile che le imprese adottino un approccio proattivo nell’integrare i temi di sostenibilità nei propri modelli di business.
 

Le imprese che valorizzeranno questa opportunità potranno utilizzare la rendicontazione di sostenibilità come leva strategica per affrontare con maggiore agilità le sfide future, rafforzare la propria competitività e reputazione, e accedere a nuove opportunità di crescita e innovazione.
 

1  EFRAG è un organismo con sede a Bruxelles che fornisce supporto tecnico alla Commissione Europea nello sviluppo e nell’adozione degli standard di rendicontazione contabile e di sostenibilità destinati alle imprese.
2  Peta M., Russo A., Tucci E., “ESRS VSME: rendicontazione di sostenibilità volontaria per pmi e microimprese” Informativa Reporting di Sostenibilità n. 14 del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili, pag. 06. Aprile 2025. 
3  Commission Recommendation of 30.07.2025 on a voluntary standard reporting standard for small and medium-sized undertakings
4  EFRAG, Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs, pag. 5

 
 

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