Trust interposto: quando il Fisco lo considera inesistente

11/05/2026

Trust interposto: quando il Fisco lo considera inesistente

L’articolo dei nostri Matteo Tambalo e Asia Zaltron, su We Wealth, analizza il fenomeno del trust interposto, evidenziando quando l’Amministrazione finanziaria ne disconosce la validità ai fini fiscali.

Il trust, strumento ampiamente utilizzato nella pianificazione patrimoniale per la segregazione degli asset e il passaggio generazionale, richiede requisiti sostanziali di autonomia e reale separazione patrimoniale.

Qualora tali requisiti vengano meno – in particolare quando il disponente o i beneficiari mantengono un controllo diretto o indiretto sulla gestione – il trust viene considerato una mera interposizione fittizia e quindi inesistente fiscalmente, con conseguente imputazione dei redditi ai soggetti effettivi.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso circolari e recenti risposte a interpello (tra cui la n. 17/2026 e la n. 258/2024), ha chiarito gli indici di interposizione, individuando criticità quali poteri di revoca, ingerenze nella gestione e limitazioni all’autonomia del trustee.

L’articolo conclude sottolineando l’importanza di una corretta strutturazione del trust, che garantisca effettiva indipendenza gestionale e reale spossessamento dei beni, al fine di evitare riqualificazioni fiscali e perdita dei benefici.
 

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