Pex e dividendi, dietrofront del governo: salta la stretta 2026

01/04/2026

Pex e dividendi, dietrofront del governo: salta la stretta 2026

All’inizio del 2026 il panorama fiscale italiano è stato caratterizzato da forte incertezza a causa delle nuove soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 per accedere ai regimi di esenzione parziale su dividendi e plusvalenze (Pex). Le nuove regole prevedevano un requisito minimo del 5% di partecipazione oppure un valore fiscale di almeno 500.000 euro, pena la perdita dell’esenzione del 95%.

Queste disposizioni hanno creato problemi significativi: rischi di doppia imposizione, difficoltà nelle catene partecipative, dubbi interpretativi su soglie, decorrenza, misurazione dei requisiti e impatti sulle strategie di cessione. Le criticità sono state evidenziate da operatori e associazioni di settore, come Assoholding. 

Con il Decreto Legge 38/2026, approvato il 27 marzo ed entrato in vigore il 28 marzo, il Governo ha deciso un completo dietrofront, abrogando in modo integrale e retroattivo le restrizioni della Manovra.

Dal 1° gennaio 2026 viene quindi ripristinato il quadro normativo precedente, eliminando soglie minime e garantendo la piena neutralità fiscale anche per le operazioni già concluse nei primi mesi dell’anno.

L’intervento mira a ristabilire certezza normativa, evitare distorsioni e sostenere gli investimenti societari.

I nostri Matteo Tambalo e Asia Zaltron, su We Wealth, analizzano in dettaglio l’iter e le criticità applicative che hanno portato il Governo a revocare le soglie introdotte sulla Participation Exemption.

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