A cura di Matteo Tambalo Secondo la Cassazione (Ordinanza n.32823 del 19 dicembre 2018), l'attribuzione che il figlio assegnatario dell'azienda o delle quote effettua a favore dei fratelli, quale compensazione delle loro "ragioni", deve considerarsi come una donazione tra fratelli (e non come donazione dal disponente - padre o madre - ai figli), con la conseguente applicazione dell'aliquota del 6% per il valore attribuito eccedete la franchigia di 100.000 euro per ciascuna attribuzione.