News

tutti | 2026 | 2025 | 2024 | 2023 | 2022 | 2021 | 2020 | 2019 | 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013
29/12/2014

Grandi locazioni commerciali in deroga all’equo canone

A cura di Gianluca Fiori L’art. 18 D.L. 12 settembre 2014 n. 133 (c.d. “Decreto Sblocca Italia”), così come modificato in sede di conversione dalla L. 11 novembre 2014 n. 164 ha introdotto la possibilità per i contratti di locazione commerciale sottoscritti a partire dal 12 novembre 2014 di derogare alle disposizioni contenute nella L. 27 luglio 1978 n. 392 (c.d. “Legge sull’equo canone”), purché sia pattuito un canone annuo superiore ad Euro 250.000 (grandi locazioni). Tali contratti devono essere provati per iscritto.
22/12/2014

Raddoppia l’aliquota per la rivalutazione di partecipazioni e terreni

A cura di Matteo Tambalo Il Ddl Stabilità ripropone la possibilità di rivalutare le partecipazioni non quotate e i terreni, posseduti alla data dell’1.1.2015 al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite in caso di cessione a titolo oneroso. Tuttavia, esercitando l’opzione di assumere quale valore di riferimento quello di perizia, il contribuente dovrà assolvere entro il 30.6.2015 un’imposta sostitutiva con aliquota raddoppiata rispetto al passato (4%, in luogo del precedente 2% sulle partecipazioni non qualificate ed 8% in luogo del precedente 4% su partecipazioni qualificate e terreni).
16/12/2014

Crisi d’impresa: conseguenze penali anche per chi evade per pagare gli stipendi

A cura di Angelo Tiziani Con la sentenza 52038/2014 della Corte di Cassazione si consolida l’orientamento di serrare le fila nei confronti dell’imprenditore che vuole evitare conseguenze penali per non aver pagato i tributi a causa della crisi. Le situazioni che portano all’illiquidità aziendale, ossia il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti per evitare il licenziamento, il pagamento ai fornitori dei debiti per sottrarsi al fallimento, la mancata riscossione dei crediti (anche verso lo Stato), secondo tale sentenza non possono far riconoscere lo stato di necessità, che riconduce poi all’impunibilità dell’imprenditore.
12/12/2014

Solo il deposito del piano integrativo realizza la pendenza della domanda di concordato preventivo

A cura di Alberto Marcolungo Il Decreto del Tribunale di Nocera Inferiore del 28/10/2014 qualifica come sostanziale il termine per il deposito del piano concordatario ex art. 161 VI comma L.F. Ciò comporta, soprattutto, la non assoggettabilità del termine alla sospensione feriale e non realizza la litispendenza del procedimento di concordato preventivo. In altri termini, la domanda “prenotativa” ex art. 161 L.F. realizza un mero congelamento delle azioni esecutive e cautelari dei creditori.
11/12/2014

Concordato in continuità: l’altalena delle Corti di Merito

Il decreto del Tribunale di Busto Arsizio del 01/10/2014 contrasta la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia del 21/10/2014. Secondo il Tribunale di Busto Arsizio il piano concordatario che preveda l’immediata cessione dell’attività d’impresa non può qualificarsi come “in continuità” ex art. 186-bis L.F., con conseguente esenzione di tutti gli obblighi in esso contenuti. In particolare la sentenza nega la continuità indiretta ove il potenziale acquirente abbia proposto irrevocabilmente l’acquisto dell’azienda con l’omologazione del C.P.
10/12/2014

La Voluntary disclosure è legge

A cura di Elisa Angeli In un’ottica di scambi informativi sempre più ampi fra i diversi Stati, il 4 dicembre è stata approvata al Senato la Legge sulla Voluntary disclosure che ha introdotto in modo definitivo nel nostro ordinamento la possibilità per il contribuente di regolarizzare la propria posizione fiscale fruendo  di sconti sanzionatori e di alcuni benefici penali. Il contribuente dovrà indicare all’Amministrazione finanziaria entro il 30 settembre 2015 gli investimenti e le attività detenute all’estro e/o in Italia e, in base alle informazioni ottenute, si determineranno gli importi dovuti per Ires/Irpef, Irap, Iva e ritenute.
09/12/2014

Tutela del consumatore e rilevabilità d’ufficio delle clausole vessatorie

di Gianluca Fiori La nullità delle clausole vessatorie, prevista a tutela del consumatore, può essere rilevata d’ufficio da parte del Giudice in ogni stato e grado del processo, anche in assenza di una esplicita domanda (Cass.6784/2014).
04/12/2014

La Voluntary disclosure approda in Senato

A cura di Elisa Angeli Dopo il voto di ieri (03/12) in commissione Finanza e Giustizia del Senato oggi, il disegno di legge sulle disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale e sull’autoriciclaggio, è alla discussione dell’Aula del Senato. L’intenzione del Governo, in base alle dichiarazioni degli ultimi giorni, sembra chiara: il provvedimento dovrebbe entrare in vigore entro l’anno.
04/12/2014

Possibile il recupero dell’IVA anche in sede di accordi di ristrutturazione di debiti omologati e di piani di risanamento attestati

A cura di Marco Bevilacqua Il Decreto Semplificazioni, che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 13 dicembre 2014, consentirà ai creditori di recuperare l’IVA indicata in fattura e non pagata dal debitore mediante nota di variazione di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 633/72, sia in presenza di accordi di ristrutturazione di debiti omologati ex art. 182-bis, L. Fall., che di piani di risanamento attestati depositati presso il registro delle imprese ex art. 67, co.3, lett. d), L. Fall. (D.Lgs. n.175/2014, art. 31); si tratta di una importante innovazione per i creditori la quale necessita di ulteriori spiegazioni circa l’usufruibilità.
03/12/2014

L’approvazione “in blocco” delle clausole contrattuali non basta

A cura di Gianluca Fiori La specifica approvazione per iscritto delle clausole vessatorie deve essere separata ed autonoma rispetto a quella delle altre, poiché solo in questo modo viene adeguatamente richiamata l’attenzione del contraente debole su di esse. Il richiamo in blocco di tutte le condizioni generali di contratto o di gran parte di esse, comprese quelle prive di carattere vessatorio, rappresenta una tecnica redazionale non idonea in tal senso, sicché le clausole vessatorie così richiamate si devono considerare invalide ed inefficaci (Cass.24193/2014).
Condividi su: linkedin share facebook share twitter share
Sigla.com - Internet Partner