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29/06/2015

D.L. 83/2015: al via la “concorrenza” tra piani di concordato?

A cura di Anna Bimbatti Un’interessante innovazione introdotta dall’art. 3 del DL 83 del 27.06.2015 è la previsione delle cd “proposte concorrenti”. I creditori che rappresentano il 10% dei crediti possono depositare una o più proposte alternative a quella formulata dal debitore, proposte che saranno valutate unitamente alla prima. Questa concorrenza ha l’effetto di limitare l’iniziativa del debitore, da sempre esclusiva, in merito alla proposta concordataria ed al relativo piano, salvo che la proposta del debitore  assicuri, ancorché dilazionato, il pagamento di almeno il 40% dell’ammontare dei crediti chirografari.
29/06/2015

Responsabilità solidale illimitata per i debiti tributari nella scissione parziale

A cura di Giulia Morbioli La Corte di Cassazione, con Sentenza n.13059 del 24/06/2015, ha sancito che il regime di solidarietà tributaria previsto dall’art. 173 comma 13 del TUIR, per il caso della scissione parziale tra società scissa e società beneficiarie della scissione, ha carattere illimitato vista la natura speciale della norma tributaria; pertanto, non opera in tal caso la limitazione prevista dall’art. 2506-quater c.c., che circoscrive la responsabilità nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto assegnato o rimasto alla società beneficiaria della scissione.
26/06/2015

L’associazione in partecipazione cambia pelle

A cura di Marco Bevilacqua L’art. 53 del D.Lgs. n. 81/2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha modificato l’articolo 2549 del Codice Civile disponendo che non potranno più essere stipulati contratti di associazione in partecipazione che prevedano un apporto di lavoro da parte di persone fisiche. Fino alla loro cessazione, comunque, sono fatti salvi i contratti in corso nei quali è previsto, anche solo parzialmente, l’apporto di lavoro da parte dell’associato persona fisica.
08/06/2015

Ancora sui rapporti tra Concordato e Fallimento

La Corte di Cassazione ritorna sui rapporti tra Concordato Preventivo e Fallimento. Con tre Sentenze delle Sezioni Unite, n. 9934-9935-9936/2015, la Suprema Corte ribadisce la prevalenza della soluzione concordataria alla crisi di impresa sulla procedura maggiore, purché la domanda di concordato non appaia abusiva o meramente dilatoria. Il principio esposto, tuttavia, non trova applicazione nella fase di opposizione all’omologa di C.P.: durante questa fase, il Tribunale può ben dichiarare il Fallimento dell’impresa in crisi.
14/05/2015

Circolare Tematica - Revisione delle black list - Costi derivanti da operazioni con i Paradisi fiscali e controlled foreign companies

A cura di Marco Bevilacqua Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le modifiche alle black list recanti gli Stati o territori con riferimento ai quali si applicano: le limitazioni alla deducibilità dei costi previste dall’art. 110 co. 10 e 12-bis del TUIR; il regime di imputazione per trasparenza dei redditi prodotti dalla società partecipata (c.d. “disciplina CFC”) previsto dagli artt. 167 e 168 del TUIR.
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24/04/2015

Circolare Tematica - Regime IVA di "split payment" - Ulteriori chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

A cura di Marco Bevilacqua La legge di stabilità 2015, inserendo l’art.17-ter nel DPR 633/72, ha previsto un nuovo meccanismo impositivo ai fini IVA per le operazioni effettuate nei confronti dello Stato e di altre P.A. denominato “scissione dei pagamenti” o “split payment” che prevede l’assolvimento dell’imposta in capo alla P.A. destinataria della cessione di beni o della prestazione di servizio. Al fornitore della P.A. sarà liquidato il solo corrispettivo dell’operazione, mentre l’IVA sarà versata direttamente all’Erario; a seguito delle disposizioni attuative, l’A.d.E. ha fornito chiarimenti ufficiali sullo “split payment”.
Vi invitiamo a leggere la circolare completa.
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21/04/2015

Circolare Tematica - Estensione del “reverse charge” in ambito IVA - Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

A cura di Marco Bevilacqua La L. 23.12.2014 n. 190 (legge di stabilità 2015), modificando l’art. 17 co. 6 e l’art. 74 co. 7 del DPR 633/72, ha esteso il meccanismo dell’inversione contabile (c.d. “reverse charge”) a nuove fattispecie. Il “reverse charge” è uno speciale meccanismo in base al quale, in deroga alle regole ordinarie del sistema dell’IVA, l’obbligo di assolvere l’imposta è in capo al cessionario o committente dell’operazione. Il cedente o prestatore emette fattura senza esposizione dell’imposta e con la dicitura “inversione contabile”. Il cessionario o committente integra la fattura ricevuta con applicazione dell’imposta dovuta e provvede ad annotarla sia sul registro delle fatture emesse che nel registro degli acquisti. Il meccanismo del “reverse charge”, per espressa previsione normativa, risulta applicabile alle sole operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA.
Chiarimenti ufficiali
Con la circ. 27.3.2015 n. 14, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti ufficiali sull’estensione del “reverse charge” disposta dalla legge di stabilità 2015.
Vi invitiamo a leggere la circolare completa
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13/04/2015

Pagamento dell’intero debito tributario come condizione per il patteggiamento: rimessione della questione alla Corte Costituzionale

A cura di Chiara Chirico Il Tribunale di Torino ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 13 co. 2-bis del D.Lgs. 74/2000 per cui il patteggiamento può essere chiesto dalle parti solo previo pagamento di tutti i debiti tributari. Tale condizione comporterebbe la preclusione del diritto di azione contro le imposizioni illegittime; una ingiustificata disparità di trattamento tra imputati più o meno abbienti; la violazione dell’art. 10 Cost. in relazione ai principi CEDU del diritto ad un equo processo e del ne bis in idem (Trib. Torino 15.12.2014 n. 44).
02/04/2015

Per la Cassazione è irretroattiva la previsione di sopravvivenza per cinque anni delle società estinte.

A cura di Chiara Chirico La norma del D.Lgs. 175/2014 che proroga di cinque anni la vita delle società cancellate ai soli fini accertativi è una norma sostanziale che incide sulla capacità delle società, per cui non può essere applicata retroattivamente. L’affermata irretroattività comporta che non vi sarà alcuna sanatoria dei provvedimenti emessi in passato nei confronti della sola società estinta e non dei soci fiscalmente responsabili ai sensi dell'art. 2495 c.c., potendo la norma trovare applicazione solo per le società la cui richiesta di cancellazione sia stata presentata dal 13.12.14 (Cass. 2.4.15 n. 6743).
25/03/2015

“Bad credits” e nota di variazione in diminuzione: rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di Giustizia UE.

A cura di Chiara Chirico La CTR Milano ha rimesso alla Corte di Giustizia l'art. 26 co. 2 del DPR 633/72 nella parte in cui consente l'emissione della nota di variazione in diminuzione solo a seguito di procedure esecutive rimaste infruttuose con riferimento ai crediti di modesto importo per i quali la procedura esecutiva si presenta anti-economica con l’effetto che l'imposta rimane a carico del fornitore. La Corte UE dovrà verificare la compatibilità della norma nazionale con i principi di neutralità, proporzionalità ed effettività dell'IVA e se la stessa non imponga ai contribuenti oneri eccessivi
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