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20/02/2017

Circolare Tematica - Ripristino della presentazione dei modelli INTRA acquisti per il 2017

A cura di Marco Bevilacqua Con il maxi-emendamento al DL 244/2016 (in corso di conversione in Legge), approvato in data 16.2.2017 dal Senato, sono ripristinati gli obblighi di presentazione dei modelli INTRA acquisti per l'anno d'imposta 2017. In questo modo viene superato il disposto dell'art. 4 co. 4 lett. b) del DL 193/2016, il quale fissava l'abolizione dei modelli INTRA per gli acquisti intracomunitari di beni e per le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti nella UE dall’1.1.2017.
Scarica la circolare dello Studio
15/02/2017

Bonus R&S, semaforo verde per l’acquisizione agevolata di brevetti da fallimenti

A cura di Angelo Tiziani Con la risoluzione 19/E del 2017, l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un’istanza di interpello, ha evidenziato come i brevetti acquisiti siano beni che rientrano nel Bonus Ricerca e Sviluppo, in quanto derivanti da spese di acquisizione di competenze tecniche e privative industriali relative ad invenzione industriale o biotecnologica. La stessa Agenzia ha inoltre specificato che, per quanto riguarda l’acquisizione, non rileva la natura del cedente, ammettendo dunque l’acquisto anche da soggetti falliti.
09/02/2017

Prededuzione al credito del professionista solo se procura un beneficio ai creditori

A cura di Anna Bimbatti La Cassazione ha escluso la prededuzione al credito del professionista che si era occupato di approntare la documentazione necessaria alla predisposizione della domanda di concordato, di seguito revocato ai sensi dell’art. 173 L.F. e sfociato in fallimento. Ai fini del riconoscimento della prededuzione è necessario che le prestazioni professionali procurino un beneficio in termini di accrescimento dell’attivo o di salvaguardia della sua integrità, non essendo sufficiente un mero collegamento con la procedura. (C. 3218 del 7.02.2017)
01/02/2017

E’ nulla la vendita di un immobile nel fallimento mediante transazione

A cura di Anna Bimbatti La I sezione della Cassazione, con Sentenza n. 26954 del 23/12/2016, è intervenuta nell’ambito delle vendite fallimentari (art. 108 L.F.), stabilendo che le stesse non sarebbero consentite nell’ipotesi in cui un bene immobile di proprietà del fallimento venisse venduto a trattativa privata mediante transazione, ancorché autorizzata dal Giudice Delegato. Sarebbe consentita unicamente l’alienazione nelle forme della vendita forzata, con o senza incanto, pena la nullità del negozio ai sensi dell’art. 1418 c.c.
31/01/2017

Prescrizione frodi IVA - Questione di legittimità – Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia

A cura di Monica Secco La Corte Costituzionale ha sospeso il giudizio di costituzionalità e rinviato alla Corte di Giustizia UE la decisione sulla corretta interpretazione dell'art. 325 del Trattato sul Funzionamento dell'UE, rilevante ai fini della disciplina della prescrizione delle frodi IVA. La sentenza della Corte di Giustizia UE C-105/14, chiedendo al giudice di disapplicare nel caso concreto la prescrizione nel caso in cui si trovi di fronte a “gravi frodi” IVA,  ha dato avvio ad una interpretazione che appare ledere i principi fondamentali costituzionali dello Stato nonché del principio di legalità.
31/01/2017

Novità legge 232/16 – Note di variazione IVA procedure concorsuali - abrogazione

A cura di Monica Secco La legge di bilancio ha abrogato la possibilità per il cedente di effettuare la variazione in diminuzione dell'IVA non riscossa a partire dall'avvio della procedura concorsuale del cessionario se successiva al 31.12.16. La decisione, legata a ragioni di gettito erariale, è stata criticata dall’Assonime (circ. 1/17) in quanto gravano sulle imprese gli oneri finanziari dovuti al rinvio del recupero dell'IVA oltre al divario fra la normativa IVA e quella delle imposte sui redditi.La circolare evidenzia, altresì, la soppressione della norma che esonerava il curatore fallimentare dalla registrazione della nota di variazione IVA ricevuta.
31/01/2017

La Corte di Giustizia UE - Direttiva madre-figlia ed onere della prova

A cura di Marco Bevilacqua La Corte di Giustizia UE deve esaminare la Dir. 90/435/CEE che prevede l’esenzione da ritenuta sui dividendi infragruppo UE e la norma francese che la esclude al cospetto di dividendi percepiti da controllanti a loro volta controllate da soggetti extra-UE a meno della prova che la catena partecipativa non sia finalizzata all’esenzione. Per l’Avv. Generale è incompatibile con la predetta Direttiva imporre tale onere probatorio, in base ad una presunzione elusiva generalizzata, senza che l’amministrazione sia tenuta a fornire sufficienti indizi di elusione fiscale.
25/01/2017

Sulla "causa" del piano del consumatore L. 3/2012 e sua inammissibilità

A cura di Alberto Marcolungo  La causa della procedura art.12bis L. 3/2012 (piano del consumatore) coincide con la causa del concordato preventivo: ne consegue che è indispensabile, ai fini dell’ammissibilità della procedura, che il piano proposto preveda il pagamento parziale ma effettivo di tutti i creditori, ivi compresi i creditori chirografari o degradati al chirografo. Così il Tribunale di Udine 04.01.2017 che, nel rilevare numerosi profili di inammissibilità del piano proposto, evidenzia come l’assenza di atti di frode non esenta l’istante dall’offrire un congruo soddisfacimento ai creditori.
23/01/2017

L’amministratore non è lavoratore subordinato o parasubordinato della società

A cura di Paolo Cagliari Con sentenza n. 1545 del 20 gennaio 2017, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno escluso che gli amministratori di società possano essere considerati lavoratori subordinati o parasubordinati della società, con la conseguenza che i loro compensi sono pignorabili illimitatamente, ossia senza l’osservanza dei limiti stabiliti dall’art. 545 c.p.c. Tale principio risulta applicabile, a maggior ragione, anche ai compensi spettanti ai sindaci.
23/01/2017

Risoluzione Agenzia Entrate in materia di stabile organizzazione

A cura di Marco Bevilacqua L’Agenzia si è pronunciata in materia di stabile organizzazione, analizzando, in particolare, la disciplina convenzionale vigente fra l’Italia e lo Stato di un investitore istante. Ebbene in questo senso, in presenza di un centro di immagazzinamento e distribuzione autorizzato come deposito fiscale/doganale/IVA, di cui società estera detenga la disponibilità e gestito da consociata italiana o terzo operatore logistico, la stabile organizzazione materiale della estera non è configurabile se ivi essa deposita-espone-consegna merci di proprietà sua e non di altre imprese (v. Ris. n. 4/E/2017).
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